Mercato & Scenario

Il mercato del materiale elettrico corre: primo semestre 2026 a +12%

Il mercato italiano della distribuzione di materiale elettrico ha chiuso il primo semestre 2026 con una crescita del 12,01% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

14/08/2026
Il mercato del materiale elettrico corre: primo semestre 2026 a +12%
Il mercato italiano della distribuzione di materiale elettrico ha chiuso il primo semestre 2026 con una crescita del 12,01% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il dato arriva dalle Statistiche Venduto Materiale Elettrico (SVE) elaborate da FME, la federazione che raccoglie i principali distributori nazionali, e conferma un percorso avviato nel 2025 e progressivamente accelerato nei primi mesi dell'anno: si era partiti da un gennaio a +3,65%, per arrivare a un progressivo di aprile già oltre il 12%. Sono numeri che pochi comparti dell'edilizia possono oggi esibire. Ma, come sempre, il valore aggregato dice solo metà della storia: è la composizione della crescita a raccontare che cosa sta effettivamente succedendo nei magazzini e ai banchi vendita.   Chi traina, chi frena Il comparto dei cavi è il primo motore della crescita, con un progressivo semestrale del 26,04%. È un dato che va letto con attenzione, perché nasce da due spinte diverse che si sommano: da un lato la domanda reale legata alle infrastrutture e all'elettrificazione, dall'altro l'andamento delle quotazioni del rame, che gonfia il valore prima ancora dei volumi. Chi gestisce un magazzino sa bene che cosa comporta: rotazione più onerosa, capitale immobilizzato più alto, necessità di rivedere con maggiore frequenza le condizioni di acquisto. Il fotovoltaico segue con un +14,44%, confermandosi il secondo pilastro. Autoproduzione, accumuli e interventi di efficientamento non sono più una nicchia legata agli incentivi straordinari, ma una componente strutturale della domanda residenziale e terziaria. Il materiale elettrico in senso stretto — il cuore storico dell'attività distributiva — cresce del 9,08%. È forse il dato più significativo dei tre, perché non dipende da materie prime né da mode: misura la vitalità reale delle attività di installazione, manutenzione e riqualificazione degli impianti. In controtendenza la climatizzazione, unico segmento in territorio negativo con un -6,88%, penalizzata sia da un rallentamento della domanda sia dal confronto con un 2025 particolarmente brillante. Che cosa dicono questi numeri a un distributore Una crescita a doppia cifra è una buona notizia, ma non è automaticamente una buona notizia per tutti allo stesso modo. Tre considerazioni operative.   La marginalità non cresce quanto il fatturato. Quando una parte rilevante dell'incremento è legata ai listini delle materie prime, il fatturato sale senza che la redditività segua nella stessa misura. Il rischio è di leggere un bilancio in crescita e non accorgersi che il margine percentuale si sta erodendo. Serve uncontrollo di gestione che ragioni per famiglia merceologica, non solo sul totale.   La domanda si sta spostando. Fotovoltaico, accumuli, ricarica dei veicoli elettrici e gestione dei carichi richiedono competenze diverse da quelle che bastavano dieci anni fa. Il cliente installatore che entra in filiale oggi porta domande tecniche più complesse, e il distributore che sa rispondere costruisce una relazione che il prezzo da solo non replica.   Il potere d'acquisto va difeso. In una fase di listini volatili, la forza contrattuale verso il fornitore diventa il fattore che separa chi assorbe gli aumenti da chi li subisce. È esattamente il terreno su cui un consorzio dimostra il proprio valore: aggregare l'ordinato significa presentarsi al tavolo con numeri che nessun singolo socio potrebbe portare da solo.   Uno scenario da presidiare Il quadro complessivo resta favorevole. L'elettrificazione degli edifici e la digitalizzazione del patrimonio immobiliare stanno alimentando una domanda che ha ormai carattere strutturale, non congiunturale. La distribuzione elettrica si trova quindi in una posizione privilegiata, purché sappia accompagnare la crescita dei volumi con un'evoluzione dei servizi: qualità dei dati di prodotto, disponibilità a magazzino, supporto tecnico, formazione. CIDME continuerà a monitorare l'andamento del mercato e a condividere con i propri consociati letture, confronti e strumenti utili a trasformare i dati di settore in decisioni operative.
  Articolo